Calcio e Finanza
·26. Februar 2025
Effetto Milei sul calcio argentino: contratti più ricchi con un Peso più forte
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Calcio e Finanza
·26. Februar 2025
Le politiche economiche aggressive del governo di Javier Milei stanno aiutando il calcio argentino a uscire dallo status di essere unicamente un trampolino di lancio per i suoi talenti verso i grandi club europei. Una piccola rivoluzione rispetto agli ultimi anni.
Come riporta il sito statunitense Bloomberg, nell’ultimo periodo le società argentine stanno richiamando in patria diversi calciatori che avevano già fatto il grande salto verso l’Europa. Un esempio è il River Plate che ha riaccolto in Argentina Sebastian Driussi a gennaio. Ma si tratta solo dell’ultima caso, prima ci sono stati Gonzalo Montiel (eroe della Albiceleste ai Mondiali 2022), sempre al River, Alan Velasco al Boca Juniors e Facundo Farias, approdato all’Estudiantes. Non mancano poi esempi di calciatori sudamericani provenienti da Brasile, Colombia e Spagna che hanno accettato di andare a giocare in Argentina. Un esempio, anche se uruguaiano, è Edinson Cavani, ora al Boca.
In virtù di questo cambio di rotta sulle politiche economiche, che comunque consegnano un’Argentina ancora alle prese con una situazione tutt’altro che tranquilla, la forza del peso argentino è migliorata rispetto al dollaro, valuta di riferimento. Tornando al calcio, in questo momento sono presenti in Argentina più di 20 calciatori con uno stipendio da 1 milione di dollari, fino a qualche anno fa erano solo una decina, se non meno.
È bene ricordare come le società di calcio non possono pagare i calciatori direttamente in dollari e quindi devono corrispondere lo stipendio con l’equivalente in pesos per tutta la durata di quello che è tipicamente un contratto biennale. Ma proprio per questo, il rischio di un improvviso crollo della moneta locale, come avvenuto nel recente passato, potrebbe costringere i club a dover riconoscere sempre più pesos per tenere fede alla differenza di valore con il dollaro.
Attualmente, il peso argentino viene scambiato a circa 1.060 per dollaro utilizzando il tasso di cambio ufficiale, che il governo di Milei controlla strettamente. Nel giorno dell’insediamento del nuovo presidente, circa un anno e mezzo fa, questo tasso era pari a circa 365 per dollaro. Ha immediatamente dimezzato il suo valore prima di istituire una politica di svalutazione graduale nota come “crawling peg”. Quindi, il contratto di Driussi, che valeva circa 10,4 miliardi di pesos quando è stato concordato a metà gennaio, ora vale 10,6 miliardi di pesos.