Inter-Lazio: tre cose che non hai notato nella sfida di Coppa Italia | OneFootball

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·25 February 2025

Inter-Lazio: tre cose che non hai notato nella sfida di Coppa Italia

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Tre curiosità sulla sfida tra Inter-Lazio, partita valida per i quarti di finale di Coppa Italia 2024/2025. Tutti i dettagli in merito

Un quarto di finale vivo, con un numero non eccessivo di occasioni, ma che le due squadre hanno onorato con impegno e con un risultato in bilico fino al rigore calciato da Calhanoglu, come al solito perfettamente. Ecco tre episodi non determinanti, ma utili per allargare lo sguardo sulla partita.

  • I primi segnali. Qualche volta, ma giusto qualche volta, può essere divertente osservare cosa succede nelle prime battute dell’incontro. Non per altro, l’ambizione di uno spettatore – magari utopistica, ma presente e in fondo umanissima – è provare a capire attraverso l’intuizione o la divinazione che tipo di gara sarà. Piccolo test per Inter-Lazio. Dopo poche battute di studio, Bisseck fa uno splendido break su Isaksen ma l’Inter non riesce a trasformare il cambio di possesso in un’azione realmente pericolosa o anche solo più definita perché Arnautovic si perde e non tenta la giocata risolutiva. Bene: Bisseck continuerà a essere dominante. Ma Isaksen non sarà minimamente preoccupato da questo primo tentativo intimidente e funzionerà anzi come il più volenteroso dei suoi. Quanto ad Arnautovic, evidentemente considerava troppo volgare impegnarsi al primo minuto visto quell’incredibile gol che ha confezionato dopo…
  • Il vigile. Ci sono difensori che sembrano dei vigili per come ti arrestano quando superi i limiti di velocità in città. Magari Pavard non si sente tale, anzi, è praticamente certo che non ci abbia mai neanche mai pensato. Ma a 2 minuti dall’intervallo, quando la Lazio cerca di opporsi all’1-0 incrementando il dinamismo e muovendo palla in maniera ancora più dinamica da destra a sinistra, arriva lui in scivolata a spedire in corner un bel cross dell’accorrente – come si usa dire – Luca Pellegrini. Perfetto, tempestivo e utile. No, effettivamente sono tre aggettivi che la maggior parte di noi non attribuirebbe a un vigile…
  • Il coraggio. Sostituire Calhanoglu non deve essere esattamente la cosa più facile. Ed è palpabile che ogni qualvolta Asllani non verticalizza come si deve San Siro sbuffi e si faccia sentire. Poi, per la verità, non è che il coraggio non manchi al vice, come testimonia l’interessante tiro dal limite fuori di poco prima del riposo. Semplicemente, ci sono linee che i campioni vedono, altri no. E volete fargliene una colpa?
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