Cesena, La Gumina: “Questa piazza è unica, c’è una differenza tra noi e gli altri. Tornerò in Serie A” | OneFootball

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·26 de febrero de 2025

Cesena, La Gumina: “Questa piazza è unica, c’è una differenza tra noi e gli altri. Tornerò in Serie A”

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Antonino La Gumina, attaccante del Cesena, ha parlato ai colleghi di tuttocesena.it di molteplici temi, toccando tanto il presente quanto il passato. Ecco un estratto: “Nel marzo 2018 a Palermo ero ancora a un solo gol in stagione. Zamparini in intervista disse che sarei esploso a 25-26 anni. Quello è stato il clic per arrivare in doppia cifra tra stagione regolare e play-off. Nel calcio devi essere costante nel lavoro, perché poi la svolta arriva. Penso ad Empoli, dove sono arrivato per una cifra importante – 9 milioni di euro, ndr –, ma non necessariamente come titolare. Ho fatto subito due gol in serie A, poi contro l’Inter ho un problema muscolare. Dopo due mesi e mezzo rientro e mi faccio il ginocchio. Se non tieni la testa sul pezzo, non riesci ad andare avanti. Serve una pazienza incredibile, perché la continuità deve resistere agli episodi che possono svoltarti non solo la stagione, ma la vita.

Sono arrivato a Genova che c’erano Quagliarella e Gabbiadini: Ranieri mi faceva giochicchiare. Di nuovo, mi mancava la continuità, ma avevamo una squadra davvero molto forte. Però mi fecero un quinquennale, perché hanno visto che sono uno che lavora. Giampaolo aveva altre idee di gioco, e ho iniziato ad andare in prestito. Como è stata un’esperienza bellissima, poi a Benevento ho trovato una situazione particolare, con una pressione altissima, con ragazzi che in B prendevano 4-5 milioni di euro e che avevano l’obbligo di andare in serie A… e quando è ‘per forza’ si rischia grosso.


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Sono arrivato a Cesena con delle motivazioni importanti. Che sono aumentate appena ho messo piede qui. Non mi è mai successa una cosa così. A Como mi sono trovato benissimo, con uno spogliatoio, ma qui, già dalla conferenza stampa, mi sono sentito a casa. Che quello che mi diceva anche Rino Foschi, che avevo come diesse a Palermo, è vero. Cesena non è un posto ‘normale’. Sono affascinato dalla gente che c’è qui, da come vivono il calcio, da come ti fanno capire che ‘sentono’ il calcio. Qui posso dare di più perché già dal mio arrivo sono stato messo nelle condizioni per dare di più.

La Sampdoria? Mi sento che ci sono amici veri che stanno lottando per salvarsi, e faccio il tifo per loro. E penso ad Accardi, che mi ha suggerito di venire a Cesena per giocare. Al di là di come va la tua carriera, la tua vita è segnata sempre dalle persone che incontri: e io sono stato fortunato anche questa volta, perché a Genova ci sono persone che mi stimano, ma ci sono delle persone pulite, belle e incredibili qui, a Cesena. È un grande momento.

La rabbia che provo per come vanno le cose alla Samp? Perché è un gruppo che merita di più. È una realtà che merita di più. Perché vorrei aver fatto di più anche io. Di piazze ne ho girate e penso sempre che quello che, per errore mio o per casualità, non sono riuscito a fare prima, avrebbe potuto aiutarmi a dare di più dopo.

Io e Saric abbiamo portato tranquillità? Non l’abbiamo portata noi: era già qui, nello spogliatoio. Il gruppo è la cosa primaria e il gruppo c’era già. C’è una differenza clamorosa tra Cesena e le squadre che sono vicino al Cesena, credo, ed è l’unità di intenti. Ho giocato sette partite qui e non c’è una volta che la squadra non abbia risposto al mister. Siamo tutti a disposizione e tutti facciamo come ci viene detto in fiducia totale, sia i giovani che i più grandi. Se gioca un esperto, il giovane si allena a mille all’ora. Se gioca un giovane, l’esperto lo aspetta a fine partita per dargli il consiglio giusto. Questa cosa qui a Cesena c’era già. Non pareggi con il Pisa, con il Bari… non vinci al 94′ a Cremona se non c’è un’armonia così.

Non c’era continuità? Però la continuità non è che la porto io. La continuità arriva con la tranquillità e il lavoro. Credo che questa società abbia fatto un investimento importante su quello che Mignani ha fatto qui a Cesena da inizio stagione. Forse non va bene la prima, forse non fa bene la seconda, la terza… ma quando c’è coesione, i risultati continui arrivano: basta non farsi venire i dubbi.

Mignani ha un’identità di gioco chiara. Ma se inizi a dire «Così non va, forse devo cambiare», quando in realtà è solo una questione di un gol in più o in meno, rischi di complicarti la vita. Poi, durante la partita, devi saper leggere l’avversario, ma non devi snaturare quello che fai da inizio stagione perché è tutta una questione di fiducia, di credere nel lavoro e di faticare nonostante le avversità.

Tornerò in Serie A? Sicuro“.

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