PianetaSerieB
·2 de abril de 2025
Kurtic non dimentica Palermo: “Pronto a firmare in bianco in caso di chiamata dei rosanero”

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·2 de abril de 2025
Reduce dalla fresca risoluzione consensuale del contratto che lo legava al Südtirol, Jasmine Kurtic ha rilasciato un’intervista da doppio ex ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com in vista del match in programma nel prossimo weekend di campionato fra i rosanero e il Sassuolo che potrebbe anche valere l’aritmetica promozione in Serie A alla capolista emiliana.
“Il Palermo ha avuto alti e bassi in questa stagione ma nelle partite importanti può sempre dire la sua, soprattutto allo Stadio Renzo Barbera. Giocare davanti al pubblico di Palermo ti fa partire già in vantaggio di un gol. Vincere a Salerno non è così scontato e se adesso la squadra riuscirà a portare il pubblico dalla propria parte, potrebbe dire la sua anche in caso di qualificazione ai prossimi play-off”.
Si può dire che Palermo ti abbia lasciato qualcosa in più rispetto all’esperienza vissuta al Sassuolo?«Palermo ti lascia sempre qualcosa in più. Parliamo di una realtà che vive di calcio, un ambiente che ti offre qualcosa di importante fin dal primo giorno. Palermo mi ha dato tutto e sarò sempre grato alla città e al Presidente Zamparini. Di contro devo riconoscere che quella del Sassuolo è una società che lavora bene e che fa quasi sempre scelte azzeccate. Anche quest’anno non era semplice tenere dei giocatori che potevano ben figurare nella massima serie. Hanno fatto un gran lavoro e adesso meritatamente sono a un passo dal loro traguardo».
Cosa pensò quando arrivò la chiamata del Palermo?«Ricordo che stavo tornando a casa dopo una partita disputata con il Nova Gorica, quando ricevetti la chiamata del mio procuratore che mi chiedeva di tornare indietro perché dovevo firmare per il Palermo. Gli chiesi di non prendermi in giro ma davanti alla sua insistenza capii che non stava scherzando. In un attimo tornai indietro e arrivato in sede firmai i documenti che ci avevano spedito. Sono dolci ricordi, considerato il forte legame che ho con Palermo. Ho conosciuto tante persone che porto nel cuore e alcune le sento ancora oggi, come Pasquale Castellana, lo storico magazziniere. Incontrarlo quando andavo al campo di allenamento era sempre una gioia e con lui ho imparato anche un po’ di palermitano. Penso sia difficile trovare qualcuno che ami il Palermo come lui».
Quanto ha inciso nel suo arrivo l’ottimo rendimento di Ilicic e Bacinovic?«Inutile nascondere che il grande rendimento di Ilicic e Bacinovic abbia spalancato le porte al mio arrivo e a quello di Andelkovic. Le grandi prestazioni offerte hanno fatto accendere le luci dei riflettori sul calcio sloveno».
Cosa pensò quando nel giro di poco tempo si consumò il valzer della panchina con il passaggio da Rossi a Cosmi, prima del nuovo ritorno dello stesso Rossi?«Zamparini per me è stato come un padre, ma la sua poca pazienza con gli allenatori era risaputa. Con il tempo però penso abbia avuto ragione perché con la squadra che avevamo, era legittimo attendersi dei risultati. Non potendo cambiare tutti i giocatori era chiaro dovesse pagare l’allenatore, anche se noi giocatori avevamo le nostre responsabilità».
A proposito di Zamparini, c’è qualche aneddoto particolare che conserva?«Ricordo che al termine dei primi mesi a Palermo chiamò il mio procuratore per “accusarlo” di avergli rifilato un bidone. Il mio agente me lo raccontò e così andai a Varese con grande voglia di rivalsa. Nel finale di stagione, prima della finale play-off di ritorno in casa contro la Sampdoria, il mio procuratore mi disse che aveva ricevuto la chiamata di Zamparini il quale mi rivolgeva le sue scuse, considerandomi punto fermo del Palermo per la stagione successiva. Quell’episodio mi fece molto piacere e lo ricordo sempre con grande affetto».
Quest’anno in Serie B ha tenuto banco il caso Vazquez-Dorval. È mai stato vittima di bullismo?«Intanto, conoscendo Vazquez non mi sarei mai immaginato uno scenario del genere. È un ragazzo molto timido che parla poco, oltre a essere una bravissima persona. Penso che per prendere certe decisioni abbiano avuto delle prove a supporto. Detto questo, anche a me in campo è stato detto “zingaro di m…”, ma questo magari non è stato tenuto in considerazione. Ci vorrebbe maggiore equità nell’attenzione e nel giudizio, considerato che spesso certe cose vengono dette al cospetto dell’arbitro e delle diverse telecamere posizionate in campo».
Quale allenatore le ha trasmesso di più e con quale c’è stato meno feeling?«Gasperini, senza dubbio, è il migliore con il quale ho lavorato. La maggior parte delle volte ha la capacità di far rendere un calciatore anche oltre le proprie possibilità e così è stato anche per me. Per lui e per l’Atalanta spero possa tornare indietro sulla sua scelta, decidendo di restare a Bergamo. Al contrario mi sarei aspettato un po’ di fiducia in più da Pioli al Palermo, quando la sua bocciatura estiva mi portò a lasciare i rosanero destinazione Varese».
Lei ha da poco chiuso la sua esperienza al Sudtirol. Cosa c’è adesso nel suo futuro?«Sto lavorando con un preparatore della Nazionale slovena per farmi trovare pronto nel caso in cui dovesse passare il treno giusto. È chiaro che mi piacerebbe restare in Italia. Se mi chiamasse il Palermo in B? Intanto spero che il Palermo possa tornare in Serie A già da quest’anno. In caso contrario, se mai dovesse arrivare una chiamata, non ci penserei neanche mezza volta. Sarei pronto a firmare in bianco per il Palermo».
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