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·26 de febrero de 2025
Newcastle, Tonali: “Vado nelle fabbriche per parlare a chi ha bisogno di aiuto contro la ludopatia”
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·26 de febrero de 2025
“Non è esagerato parlare di una prima e di una seconda vita. Il mio stile di vita era negativo. Ero chiuso con tutti, e questo mi portava a cambiare atteggiamento, anche con le persone a cui volevo bene. Ero così sia al campo di allenamento che a casa, con amici e familiari. Oggi, per fortuna, sono diverso”. Con queste parole, Sandro Tonali ripercorre in un’intervista a Repubblica il lungo percorso psicologico affrontato per uscire dal tunnel della ludopatia.
Il percorso psicologico e la lotta contro la dipendenza
Nei mesi lontano dal campo, il centrocampista del Newcastle ha lavorato intensamente con uno psicologo. “Il suo compito era farmi capire come fossi caduto in questa dipendenza. Spesso ci si rende conto della gravità della situazione solo quando si perde qualcosa di importante: famiglia, lavoro, stipendio. Nel mio caso, la disponibilità economica mi ha impedito di cogliere subito la serietà del problema”.
Un percorso di recupero lungo e complesso, reso ancora più difficile dall’impossibilità di assumere farmaci specifici per evitare il rischio di risultare positivo all’antidoping. “È stato un lavoro mentale durato mesi, supportato da psicologo e psichiatra”.
La consapevolezza della malattia
Tonali confessa di non aver mai avuto piena consapevolezza della sua dipendenza: “Quando ti trovi in una situazione del genere, è difficile ammettere di avere un problema. Anche se dentro di te lo senti, tendi a nasconderlo e a negarlo”.
Il sostegno ricevuto in Inghilterra
Un ruolo cruciale nella sua ripresa l’ha avuto l’Inghilterra, dove ha trovato un ambiente sano e solidale. “I compagni, l’allenatore, lo staff e la dirigenza del Newcastle mi sono sempre stati vicini. Anche i tifosi, sia quelli del Newcastle che gli avversari, non mi hanno mai giudicato. Qui c’è rispetto per i problemi delle persone, nessuno infierisce, tutti cercano di aiutarti”.
Un incontro toccante
Tra i momenti più emozionanti di questi mesi, Tonali ricorda un episodio speciale: “In una fabbrica a Newcastle, qualcuno mi ha detto: ‘Ho smesso di scommettere dopo quello che è successo a te’. Erano ludopatici da anni. Un italiano mi ha raccontato che, pur guadagnando 2.000 sterline al mese, a volte doveva fare gli straordinari per mantenere la famiglia, perché troppi soldi finivano nel gioco”.
Lo sguardo al passato e la scelta del Milan
Tonali ha parlato anche del suo rapporto con il passato e del mancato trasferimento all’Inter: “Ogni giorno si parlava del mio passaggio all’Inter, ma non ero felice al 100%. Sentivo il mio procuratore, ma i dubbi erano tanti. La chiamata di Maldini ha cambiato tutto. Ho pensato: ‘O vado al Milan o resto al Brescia’. Mio padre mi ha trasmesso questo legame con il Milan: facevo colazione con la tazza rossonera di Gattuso e, quando si è rotta, ho costretto mia madre a incollarla pezzo per pezzo. Quando il trasferimento si è concretizzato, ho chiesto a Rino il permesso di indossare la sua maglia n° 8”.
Il nuovo Tonali
Oggi Sandro Tonali si sente una persona diversa, più aperta e generosa. “Ora riesco a parlare con tutti, con chi ha bisogno di aiuto e con chi non ne ha. Sono diventato più disponibile, non solo dentro il campo, ma anche fuori”.