AC Milan
·4 avril 2025
MILAN-FIORENTINA: OPPONENT REVIEW

AC Milan
·4 avril 2025
I rossoneri restano a San Siro, e dopo il Derby d'andata in Coppa Italia, sono ora attesi dal primo impegno di aprile in Serie A. Milan-Fiorentina è scontro diretto per la corsa ai piazzamenti europei, con i viola di Palladino che ci precedono - di quattro punti - in classifica e stanno vivendo un buon momento di forma, con le vittorie importanti su Juventus e Atalanta a cavallo della sosta per le Nazionali. I toscani saranno attesi, la prossima settimana, dalla trasferta in Slovenia contro il Celje per l'andata dei Quarti di Conference League, un impegno che potrebbe condizionare l'avvicinamento alla sfida contro i rossoneri di Sérgio Conceição.
La Fiorentina è indubbiamente una delle grandi protagoniste della Serie A 2024/25, e l'ottavo posto attuale (a -5 dal quarto posto che vale la Champions League) aiuta a dare l'idea della difficoltà dell'impegno che ci attende. Abbiamo detto sopra dell'abbrivio positivo recente, con le due vittorie su bianconeri e orobici nerazzurri che hanno confermato il buon andamento negli scontri diretti dei viola. È da sottolineare anche come ultimamente la squadra di Palladino non stia raccogliendo molto lontano dall'Artemio Franchi: nelle cinque trasferte disputate nel 2025 sono arrivate quattro sconfitte (Monza, Inter, Hellas Verona e Napoli) e una sola vittoria, per quanto importante, sul campo della Lazio lo scorso 26 gennaio.
IN SEI MESI MOLTO È CAMBIATO, MA CI SONO PRINCIPI COMUNI Sono passati quasi sei mesi esatti dalla partita d'andata, vinta dai toscani per 2-1 con tanti rimpianti per i rossoneri. La serata del Franchi aprì, per la Fiorentina, un'importante striscia di otto vittorie consecutive valsa - ai tempi - l'aggancio al 2° posto in classifica. Da quel grande momento di forma la Fiorentina si è un po' fermata, accusando la perdita di un elemento nevralgico del centrocampo come Edoardo Bove. Anche per questo motivo l'organico è cambiato molto rispetto alla partita di ottobre: la stagione era partita con la difesa a 4 come punto di partenza, spesso bassa come linea, e manovra in risalita orientata prevalentemente a sinistra con l'ex rossonero Adli punto focale della fase di costruzione. Per permettersi una fase offensiva diretta e propositiva, la Fiorentina tende a rinunciare a qualcosa in fase di possesso (solo 49,2% in media in questa stagione), ma nel periodo successivo all'indisponibilità di Bove sono venuti meno alcuni equilibri nella connessione tra difesa e attacco.
Dopo una crisi di risultati che aveva messo in discussione la stessa panchina di Palladino, i viola hanno ritrovato il bandolo della matassa con uno - inedito per questa stagione - schieramento a tre della linea difensiva e un centrocampo più folto. Ci sono però degli aspetti che si ritrovano in continuità rispetto al precedente di inizio campionato: in primis la pericolosità della Fiorentina sulle palle inattive, in particolare sui calci d'angolo. I toscani segnano tanto (7 gol su 118 corner complessivi, il miglior rapporto della Serie A) e subiscono poco (soltanto il 20% delle reti incassate sono arrivate da palle inattive) contraddistinguendosi per la loro difesa posizionale. Importante sottolineare anche l'approccio agli incontri, dal momento che nessuno ha segnato più della Fiorentina nei primi 15' di gioco (8 gol) e allo stesso tempo la squadra di Palladino è l'unica che, a oggi, non ha ancora subito reti nel quarto d'ora iniziale.
TANTO RUOTA INTORNO A KEAN, LE NOVITÀ DI GENNAIO GIÀ INSERITE Abbiamo fatto riferimento, nel paragrafo precedente, a un gennaio denso di novità in casa viola. Sono stati ben sei i volti nuovi giunti a Firenze nella finestra invernale di calciomercato, a fronte di diverse partenze in quella che era l'ossatura della squadra riportata ai vertici della Serie A da Vincenzo Italiano. Soprattutto tre di questi nuovi volti si sono ritagliati, nelle ultime settimane, un ruolo importante nell'undici "tipo" di Palladino. L'esperienza di Pablo Marí ha permesso il passaggio alla difesa a tre insieme a una coppia, quella formata da Comuzzo (che nelle ultime giornate si è alternato con Pongračić, recuperato da un lungo infortunio) e Ranieri, duo segnalatosi per affidabilità nella prima metà della stagione. A centrocampo operano invece Fagioli e Folorunsho, che da un lato stanno "coprendo" le responsabilità tattiche e le caratteristiche tecniche di Bove, e dall'altro hanno aggiunto qualcosa di determinante per il passaggio alla linea a 5.
Parlando della Fiorentina di questa stagione, però, è impossibile non citare Moise Kean. L'attaccante azzurro viene dal gol decisivo segnato all'Atalanta e, in generale, sta vivendo la migliore stagione in carriera. L'ex Juventus è secondo al solo Retegui nella classifica marcatori, è in Top 5 per tiri tentati (quinto con 82) e anche il primo, con margine, per segnalazioni di fuorigioco. Kean ha segnato spesso nei big match - sette dei suoi 16 gol sono arrivati contro Inter, Atalanta, Juventus e Roma - e la sua importanza nel gioco di Palladino va oltre gli (eccellenti) numeri realizzativi. Accanto, o in appoggio come trequartista, sta trovando spazio e continuità Albert Guðmundsson, autore del gol decisivo lo scorso 6 ottobre. L'islandese è stato limitato, in questa stagione, da problemi fisici ma anche lui è uomo da big match e il feeling con Kean è di quelli importanti. Due bocche da fuoco che rappresenteranno un test importante per la difesa rossonera.
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