Arrigo Sacchi: «Gli allenatori italiani sono bravissimi. Ancelotti, Conte, Inzaghi e Mancini: ecco cosa mi piace in ognuno di loro» | OneFootball

Arrigo Sacchi: «Gli allenatori italiani sono bravissimi. Ancelotti, Conte, Inzaghi e Mancini: ecco cosa mi piace in ognuno di loro» | OneFootball

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Calcionews24

·29 Maret 2025

Arrigo Sacchi: «Gli allenatori italiani sono bravissimi. Ancelotti, Conte, Inzaghi e Mancini: ecco cosa mi piace in ognuno di loro»

Gambar artikel:Arrigo Sacchi: «Gli allenatori italiani sono bravissimi. Ancelotti, Conte, Inzaghi e Mancini: ecco cosa mi piace in ognuno di loro»

Le parole di Arrigo Sacchi, ex allenatore, sull’operato dei suoi migliori colleghi in panchina nelle ultime stagioni. I dettagli

Opinionista de La Gazzetta dello Sport dagli interventi frequenti, Arrigo Sacchi – ex allenatore di un Milan vincente nel mondo – interviene oggi sul quotidiano proprio sulla scuola italiana dei tecnici. Ecco il suo parere su alcuni colleghi.

ANCELOTTI«Carlo è un fenomeno, un maestro e, cosa fondamentale, una gran brava persona. Il carattere equilibrato e tranquillo è la sua forza. Conosce i segreti del calcio e, quando si trova in difficoltà, riesce a trovare una via di uscita. E le sue squadre cercano sempre il gioco, il dominio, la bellezza».TUTTI VOGLIONO CONTE«Antonio è un fuoriclasse. A Napoli lo sta dimostrando. Ha rimesso insieme i cocci della passata stagione, ha dato una chiara identità al gruppo, ha convinto i giocatori a seguirlo e, nonostante gli abbiano venduto il giocatore più forte a gennaio, è secondo. Se non è un miracolo, poco ci manca».LA QUALITA’ PRINCIPALE«La dedizione al lavoro. Antonio sa che si arriva al traguardo soltanto dopo aver sgobbato, dopo essersi sacrificati, dopo aver fatto fatica. E questa mentalità è capace di trasmetterla ai giocatori: lo ha fatto alla Juve, lo ha fatto all’Inter, lo ha fatto al Napoli e lo ha fatto pure in Nazionale dove, vi assicuro, un’impresa simile è piuttosto complicata».INZAGHI«Di Inzaghi ho apprezzato la costante crescita. Prima un po’ timido, adesso coraggioso, l’Inter non arretra più a protezione del risultato, ma continua ad attaccare quando è in vantaggio: un notevole cambio di mentalità, reso possibile anche dalla totale sintonia con il club. Perché, lo ripeto sempre, il club viene prima dell’allenatore e l’allenatore viene prima dei giocatori. Se questa scala gerarchica non è rispettata si va incontro ai guai».MANCINI«Ci ha regalato una gioia con la vittoria dell’Europeo e una delusione con la mancata qualificazione al Mondiale. É un allenatore che ama il bel calcio, questo è lampante, non punta a fare le barricate, e conosce i giocatori e le dinamiche dello spogliatoio. Un suo ritorno in panchina non potrebbe che aiutare la crescita del calcio italiano».

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