PianetaBari
·4 aprile 2025
Dalla verità sugli Hartono a Moratti e Cairo, fino ai retroscena sulla Red Bull e i nuovi soci: l’intervento integrale di Decaro

PianetaBari
·4 aprile 2025
È iniziato con quasi mezz’ora di ritardo il dibattito al teatro Abeliano con protagonista l’ex Sindaco di Bari Antonio Decaro. L’europarlamentare, interrogato dai cronisti e dai tifosi presenti, ha spaziato su diversi argomenti: dal capitolo Hartono fino ai retroscena sulla Red Bull e Moratti, passando da tanti temi relativi al passato. Di seguito l’intervento integrale di Decaro.
Decaro ha introdotto il tema spiegando il senso del suo intervento: «Voglio dire solo tre cose e poi passo la parola a voi. Non sono qui a cercare scuse, scaricare responsabilità o a convincermi. La scelta è stata mia e mi prendo tutta la responsabilità, la commissione mi ha aiutato, ma la scelta è mia. A chi dice che lo sto facendo per prendere voti, voglio dire che candidandomi a un ruolo regionale o nazionale, parlare del Bari non porta consenso. Non credo che facendo così prenderò voti a Lecce, Foggia o robe varie. Facciamolo però in maniera civile, senza eccessi. Sarò qui a rispondere a tutte le domande».
La verità sugli Hartono: «Se apriamo i documenti vediamo anzitutto cosa aveva presentato la società degli Hartono. Ci è arrivata una mail al Gabinetto del Sindaco (durante l’evento il sindaco ha mostrato tutti i pdf, ndr) in cui si diceva che il consorzio esprimeva l’interesse, pur dicendo che l’offerta fosse stata presentata in ritardo, chiedendo più tempo. La manifestazione d’interesse era pubblica, il gruppo degli imprenditori baresi voleva fare ricorso e avrebbero potuto interferire, ho chiamato loro e detto che avremmo rischiato di non iscrivere la proprietà. Non siamo un privato, siamo un ente pubblico. Abbiamo fatto la manifestazione d’interesse per trasparenza, ma se la facciamo poi serve rispettare le regole. Djarum ha presentato una brochure (il sindaco la mostra, ndr)».
Ancora sul tema: «Sugli Hartono, si poteva fare un’integrazione documentale, ma in quella domanda non era stato presentato niente. Il 23 di luglio la FIGC aveva sottolineato che entro il 6 di agosto si sarebbe dovuto consegnare il nome dei proprietari e la documentazione per iscriverci al campionato. Era richiesto anche dalla FIGC il Business Plan. Entro il 6 agosto la nuova società avrebbe dovuto fare un assegno di 150.000 euro con una lettera mia di accreditamento della società. Il bando l’abbiamo pubblicato il giorno stesso, la manifestazione d’interesse era stata fatta in virtù della richiesta di trasparenza. Loro non avevano presentato nulla. Ci siamo posti il problema di vedere chi fossero, da internet si vedeva che fosse una società strutturata. Ma mancavano cinque e giorni e mezzo di tempo per consegnare tutto alla FIGC, voi vi sareste fidati di non seguire le regole della gara (visto che non avevano presentato nulla), rischiando magari anche un processo?».
Decaro ha parlato anche degli altri gruppi interessati al Bari nel 2018: «C’erano dei prestanome che io non ho fatto partecipare, ho voluto trasparenza. Preziosi l’avevo chiamato io, ma ha sbagliato nel presentare la domanda. Brienza è arrivato dopo, quante volte è andato sui giornali? Ha presentato in ritardo la domanda, tra l’altro senza nulla dentro. La commissione ha valutato solo chi aveva dato la documentazione completa, visto che mancavano cinque giorni. Ha considerato l’esperienza nello sport professionistico ponendomi sul tavolo o De Laurentiis o Lotito. Ho scelto il primo perché il secondo aveva anche la Salernitana in B. Se mi chiedete se, tornando indietro, rifarei la scelta, a queste condizioni forse si».
Decaro parla del finanziamento dei De Laurentiis al PD «Nel 2017 il PD ha ricevuto un finanziamento da De Laurentiis, è vero. Poteva sapere che il Bari sarebbe fallito? De Laurentiis non era interessato al Bari, ho fatto pressioni io perché non sapevo a chi darlo. Mi ha maltrattato all’inizio, dicendo che fossi inadeguato a fare il sindaco».
Decaro torna sulle tante società interessati: «Non c’era Moratti, perché non ha mai fatto la domanda. Interessato al Bari non c’era nessuno, in quel momento io me la stavo facendo sotto (ride, ndr). De Laurentiis disse che io gli ho chiamati? Si, ho chiamato tante volte lui come altri. Ho chiamato anche Radrizzani, lui per problemi personali si era tirato dietro, aveva proposto Legrottaglie e loro lo avrebbero aiutato da dietro. Anche Cairo voleva utilizzare dei prestanome senza mettermi la faccia, eravate stati voi a chiedermi trasparenza. Anche Paparesta voleva entrare tramite qualcuno. Ripeto, ho chiamato i De Laurentiis come altri perché dopo il passo indietro di Radrizzani non c’era nessuno. Lo chiamai già prima del fallimento, avevano versato delle quote che ritirarono perché Giangaspro non aveva dato il bilancio, dove ovviamente c’erano tante cose che non andavano».
Ancora domande sul fallimento: «Il fallimento c’è stato perché Giangaspro non pagò l’F24. Volevano dei soldi per ottenere le risorse che servivano, poi la società non era solvibile ed è andata nelle mani dei commissari dei tribunale».
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Decaro prosegue: «C’erano con me degli imprenditori baresi, avevo chiesto uno sforzo e non sapevo a che santo votarmi. Pensavo di iscrivermi per fare la squadra e poi vedere, ero arrivato fino a Berlusconi tramite Kutuzov, chiamavo tutti i giorni Preziosi. Come sono arrivato ai De Laurentiis? Me l’ha proposto il proprietario del Galleria, dicendo di prenderlo sull’orgoglio. Lui diceva che del Bari non gli interessava niente. Cairo avrebbe voluto prendere il Bari, ha fatto fare un sondaggio, a Torino i tifosi gli chiedevano di non prendere altre squadra e lui non lo fece».
Ancora… «Gli imprenditori baresi si erano illusi perché volevano la squadra, ma erano 12 senza voler fare investimenti importanti, avevo paura che si potesse scassare qualcosa. Io li ringrazio comunque perché rischiavamo di non avere nessuno. Mi ha mai chiamato qualcuno? Si, un esponente del PD mi ha chiamato per raccomandarmi Lotito. C’era Di Nunno. Vi fidate di Di Nunno? Voi non sapete quanta gente ho incontrato che voleva farsi pubblicità sulle spalle dei tifosi, a me questa cosa mi faceva schifo. La stragrande maggioranza, i vari cinesi e giapponesi che tutti conoscevano per andare sui giornali, alla manifestazione d’interesse non si è presentata».
A Decaro viene chiesto se si sente tradito dai De Laurentiis: «Come tifoso mi sento tradito, la frattura è insanabile. Ci sono stati troppi eventi, ci sono dichiarazioni pubbliche che ho fatto. Io ai tempi non ne sapevo niente di come funzionava una squadra di calcio, ero un semplice tifoso. Ai tempi dissi che sarebbe stato loro interesse portare il club in Serie A perché avrebbero potuto recuperare i soldi. Loro mi hanno sempre detto che per loro era normale che prima o poi, in Italia, ci sarebbe stata la stessa norma ora presente in Europa. I proprietari dell’Atalanta hanno altre squadre e si possono affrontare in Champions. Loro puntavano al fatto che i due parenti potevano avere due società e muoversi in autonomia».
Il tema della mancanza di investimenti: «Ho parlato spesso con i De Laurentiis, anche animatamente. Non hanno mai avuto intenzione di investire le infrastrutture perché devono vendere in caso di A. Loro non volevano nemmeno fare manutenzione straordinaria, non l’hanno fatto neanche a Napoli. E vi assicuro che chi avrebbe comprato il Bari c’era. Loro avevano venduto il Bari prima della finale playoff, li ho conosciuti il giorno della finale i compratori, erano tre imprenditori italiani. Per un fatto di riserbo non posso dire chi sono».
Sull’ingresso dei soci: «Dovete chiederle alla società. Ho chiesto loro di provare a trovare un socio e stabilire una quota per poter vendere sapendo quanto possono prendere. Credo che questa cosa l’hanno ascoltata, poi non so cosa sta succedendo. Penso che ciò che si legge non sia lontano dalla realtà».
Decorso vela un retroscena: «Qualche giorno fa ho continuato a insistere. Ho chiesto al sindaco di Milano di chiedere a Moratti se voleva interessarsi, mi ha detto di no. La stessa cosa per la RedBull ma non sono interessati».
Sui compratori: «Ormai il rapporto si è interrotto. Vado in giro a cercare qualcuno, sono stato contattato anche da un avvocato che si era occupato della vendita di un club importante. Anche quando ho ricevuto una telefonato da Rivera, anche lo sceicco aveva contattato me e li ho mandato dal sindaco attuale, ma poi non è arrivata una richiesta formale e la stessa richiesta di informazioni non è arrivato direttamente da loro. Ho messo tante volte in contatto qualcuno, ma ancora oggi io non ho incontrato qualcuno veramente interessato. Non si può fare una legge retroattiva sulla multiproprietà».
L’appello finale di Decaro: «Dico ad Aurelio De Laurentiis che se vuole solo partecipare venda la società. Altrimenti se come hai detto metti la faccia e vuoi vincere, allora fallo e portaci in A».
Chiosa sullo stadio: «Nella prima volta della storia della città è stata fatta una gara per lo stadio con tariffe: l’ha vinta la SSC Bari. I soldi che versa l’Altamura erano già scritti in quella procedura, idem i concerti. Tutto era stabilito nella gara».
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