Eleonora Ferraresi: «Cresciuta grazie alla Juventus Women, dopo Viareggio farei di tutto per lo scudetto Primavera. Le compagne prima dei gol, la Champions meglio del mare» – ESCLUSIVA | OneFootball

Eleonora Ferraresi: «Cresciuta grazie alla Juventus Women, dopo Viareggio farei di tutto per lo scudetto Primavera. Le compagne prima dei gol, la Champions meglio del mare» – ESCLUSIVA | OneFootball

Icon: Juventusnews24

Juventusnews24

·3 aprile 2025

Eleonora Ferraresi: «Cresciuta grazie alla Juventus Women, dopo Viareggio farei di tutto per lo scudetto Primavera. Le compagne prima dei gol, la Champions meglio del mare» – ESCLUSIVA

Immagine dell'articolo:Eleonora Ferraresi: «Cresciuta grazie alla Juventus Women, dopo Viareggio farei di tutto per lo scudetto Primavera. Le compagne prima dei gol, la Champions meglio del mare» – ESCLUSIVA

Eleonora Ferraresi, attaccante classe 2007 della Juventus Women Primavera, si racconta in esclusiva dopo aver vinto Viareggio e aver toccato la Champions

Eleonora Ferraresi non è ancora maggiorenne ma ha già imparato ad affrontare le interviste con disinvoltura. Dopo mezza domanda vince l’imbarazzo, ce ne vogliono 16 per farne crollare la scaramanzia: «Sì, voglio lo scudetto con la Juventus Women Primavera», sarebbe il primo di categoria per la sezione femminile del club. 16 sono anche i gol – «ma non sono un’ossessione» – con cui l’attaccante classe 2007 ha trascinato le compagne a staccare con enorme anticipo, e da prime della classe, il pass per le Final 4 che si disputeranno a Firenze a fine mese. È una stagione da record quella che sta vivendo la squadra allenata da Marco Bruzzano, già impreziosita dalla fresca vittoria del Torneo di Viareggio. Eleonora parla da giovanissima leader consapevole e altruista. Sestri Levante le manca per la famiglia, non per il mare a cui rinuncia volentieri per vivere il suo sogno parzialmente appagato, qualche mese, fa dallo sconvolgente esordio in Women’s Champions League.

Ciao Eleonora, comincio da Viareggio. Più che della finale col Milan volevo chiederti di questa partita epica con la Spal in cui dovevate vincere con 8 gol di scarto per passare il turno«Siamo la Juve, dobbiamo sempre entrare in campo per vincere. In questa partita avevamo anche un obiettivo numerico in termini di gol. Prima della gara ci guardavamo negli occhi e ci dicevamo: ‘Ce la facciamo, siamo la Juventus’. Eravamo molto determinate, dovevamo riuscirci a ogni costo. Finito il primo tempo però eravamo ‘solo’ 1-0. Le cose non sono andate come previsto e dovevamo farne sette nei successivi 40 minuti. Nello spogliatoio abbiamo capito che serviva una svolta. Viareggio era troppo importante per noi e per la società. Bisognava dare tutto quello che avevamo, almeno per non avere rimpianti. La maglia a fine partita doveva essere fradicia. Rientrate in campo abbiamo subito iniziato a segnare a raffica fino all’ultimo gol che è arrivato a 10 secondi dalla fine: un’esplosione di gioia per tutta la squadra. Non ci credevamo, ma allo stesso tempo sapevamo già che ce l’avremmo fatta».


OneFootball Video


Viareggio era importante, lo hai detto. Ma in questa stagione, a giudicare dal vostro cammino in campionato, sembra essere solo la punta dell’iceberg«Funzioniamo tantissimo come squadra, grazie anche al grande lavoro del nostro staff. Ci preparano benissimo a ogni aspetto di ogni singola partita. Ogni dettaglio che può mettere in difficoltà noi o gli avversari viene studiato. Quando scendiamo in campo è come se avessimo già giocato quella partita durante la settimana. A quel punto basta giocare da squadra e divertirsi: sinora lo abbiamo fatto e i risultati si sono visti».

Credi che questo possa essere il vostro anno per lo scudetto, che sarebbe il primo di categoria nella storia della Juventus Women? «Sono molto scaramantica, proprio tanto tanto. È inizio anno che lavoriamo per un solo obiettivo comune, dallo staff a noi calciatrici tutte. Quando c’è questa unità di intenti le cose si raggiungono più facilmente».

Faresti un promessa per lo scudetto? Tipo tagliarti i capelli o tingerteli in modo strano«Farei di tutto, qualsiasi cosa. Tagliare i capelli o tingerseli sarebbe nulla in confronto a quello che sarei disposta a fare se al triplice fischio della finale fosse quello il verdetto del campo».

Cosa diresti di te a chi non ti conosce come calciatrice?«Credo di essere un’attaccante duttile, che si adatta a quelle che sono le esigenze della squadra: posso giocare più bassa, alta, stretta o larga… Per me è completamente indifferente se so che è quello che serve alla squadra. Sono una giocatrice molto determinata che finisce la partita con la consapevolezza di aver dato tutta me stessa. Combatto su ogni pallone, ho uno stile di gioco fisico e so calciare con entrambi i piedi».

Ci avevi detto che stavi lavorando sui colpi di testa: prosegue lo studio di Girelli?«Arrivare al suo livello credo sarebbe impossibile, anche giocassi a calcio per altri 30 anni. Qualche passetto avanti lo sto facendo, tre partite fa ho segnato il mio primo gol di testa contro l’Arezzo».

Sei ossessionata dal gol?«Sono un’attaccante, il gol per me è importante. Ma non direi che è un’ossessione. Se sono io a segnarlo bene, se lo fa la mia compagna altrettanto. Non mi cambia la vita, l’importante è che sia la Juventus a vincere. Quella sì, è un’ossessione».

Un consiglio bello che ti dà Mister Bruzzano?«Non c’è un consiglio preciso. Mi aiutano lui e Iannella soprattutto con i discorsi motivazionali nelle riunioni pre gara o prima di entrare in campo. Sono parole che mi rimangono impresse perché mi cambiano la testa quando vado in campo. Ti regalano qualcosa».

Hai firmato di recente il tuo primo contratto da professionista con la Juventus: cosa significa per te?«Non me lo aspettavo quest’anno. Credo sia una manifestazione di grandissima fiducia della società nei miei confronti. Da adesso in poi cercherò di ripagare questa fiducia come e più di prima».

Dimmi tre cose che cambiano tra Primavera e Prima Squadra«Ci sono tante cose che salgono di livello: esperienza, tecnica individuale, intensità del gioco sopratutto».

Non abbiamo ancora parlato del fatto che hai esordito in Champions League contro il Valerenga…«Incredibile. Esordire in Champions è il mio sogno da quando ero bambina. Ma penso di qualsiasi bambina… Figuriamoci con la maglia della Juventus! È stato tutto molto veloce ma felicità ed emozione erano enormi».

Sogni a parte, come ti sei avvicinata al calcio da bambina?«Da piccola ho sempre voluto giocare a calcio. Ho un fratello più grande con cui giocavamo insieme in salotto. Abbiamo rotto tante cose… Mia mamma all’inizio non era d’accordo: ho fatto nuoto, basket, pallanuoto, scherma, qualsiasi sport. Un giorno mio papà è arrivato a casa dicendo che aveva trovato una squadra di calcio femminile. Io avevo 11 anni ed ero già abbastanza grande per cominciare, ma non mi interessava… Ho mollato la pallacanestro e da quel momento la mia vita è cambiata».

E alla Juve ti sei avvicinata come?«Stavo facendo un torneo a Torino: hanno chiamato il direttore sportivo della Sampdoria, dove giocavo, che poi ha telefonato a mio padre. Quando me lo ha detto ho pensato mi stesse prendendo in giro. Era impossibile che mi avesse chiamato la Juventus, giocavo a calcio da soli due anni. Non me lo sarei mai aspettato. Una notizia troppo bella, quando ho capito che era vera… Che felicità!».

La Juventus come ti ha cambiata?«La maglia della Juventus pesa di più ma ti regala una mentalità e una consapevolezza che puoi acquisire soltanto qui. La Juve mi ha cambiato calcisticamente ma anche da un punto di vista personale: io vivo in convitto e la lontananza da casa mi ha fatto crescere tantissimo e velocemente. È un’esperienza che rifarei altre mille volte. Mi accorgo che altre mie coetanee che vivono ancora con i genitori non hanno la consapevolezza di molte delle cose che ho imparato a fare».

Pensi di aver rinunciato a qualcosa?«Io sono di Sestri Levante, ma più che il mare mi mancano casa e la famiglia. Ogni tanto penso che mi farebbe piacere cenare con loro. Ma so che continuare questo cammino… Insomma, ne vale davvero la pena».

Due desideri per questa stagione: si avverano solo se me li dici«Ma sono scaramantica… Vabbè! Vincere lo scudetto con la Juventus e, se sarà, esordire in Serie A».

Si ringraziano Eleonora Ferraresi e l’ufficio stampa della Juventus per la disponibilità mostrata in occasione di questa intervista

Visualizza l' imprint del creator