Sampnews24
·4 aprile 2025
Ex Sampdoria, Manolo Gabbiadini: «Negli Emirati Arabi mi trovo molto bene. Nel 2023 il Doria fu chiarssimo con me, e in blucerchiato ho vissuto…»

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·4 aprile 2025
Vi proponiamo di seguito le parole dell’ex Sampdoria Manolo Gabbiadini sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, sul suo momento attuale negli emirati e sul suo passato in blucerchiato:
LA SCELTA DI DUBAI – «Nel giugno del 2023 la Samp fu molto chiara: per problemi economici doveva vendermi. Il mio ciclo lì era finito. Ranieri mi chiamò per portarmi a Cagliari, però il club sperava di strappare un prestito. Non volevo aspettare gli ultimi giorni di mercato. Poi arrivò l’offerta da Dubai. È stata ovviamente una scelta di vita più che sportiva: alla mia età era giusto pensare anche al contratto».
COME SI TROVA NEGLI EMIRATI – «Benissimo, anche se comunque io sono fermo da un po’ per la lesione del tendine dell’adduttore. All’inizio eravamo preoccupati per Tommaso, che aveva lasciato gli amici e faticava un po’ a inserirsi. Ma gli siamo stati vicini e dopo sei mesi è partito alla grande. Quando torniamo in Italia, lui e il fratellino non sono tanto contenti».
GLI MANCA IL CALCIO ITALIANO – «Certo, sicuramente. Mi mancano soprattutto i tifosi. Qui il calcio è molto seguito, ma allo stadio spesso c’è poca gente anche per le temperature: a volte giochi con 500 spettatori, poi magari in una sfida importante sono 30.000. Mi capita di ripensare a Marassi o al clima delle trasferte, a quelle emozioni. Mi sono dovuto adeguare ai ritmi. In Italia se il ritrovo nello spogliatoio è alle 15, con un minuto di ritardo prendi la multa. Qui i puntuali sono due o tre. Ma poi in allenamento e partita vanno tutti forte, altrimenti vengono cacciati. Io sono bergamasco, precisino, ma se prendi tutto seriamente diventi matto. Così ho imparato ad apprezzare tante cose. Come dicono loro: scialla. O enjoy».
IL MIGLIOR GABBIADINI – «Forse… Quello del 2014-15, stagione a metà tra Samp e Napoli, con 15 gol in A. Ho bei ricordi di tutte le tappe. Il settore giovanile dell’Atalanta e l’esordio quando ancora non ero pronto. L’esplosione a Bologna dove ho conosciuto Martina. L‘incredibile affetto dei tifosi della Samp, con cui mi sentirò sempre in debito: sono preoccupato per la classifica. I due anni di Napoli che mi sembrano dieci per la quantità di calore e di bellezza che ho trovato. E poi la Premier: a 14 anni quando conobbi Silvio Pagliari, il mio procuratore, gli dissi che un giorno avrei voluto giocare lì e mi rispose che se lo sarebbe segnato sull’agenda. Il giorno che firmai per il Southampton coronai quel sogno: è stata un’esperienza incredibile».
LA DOPPIETTA AL MANCHESTER UNITED – «Doppietta ai Red Devils? Bello, sì: nella finale di Coppa di Lega. Uscii all’83’ e Mourinho venne a darmi la mano mentre mezzo Wembley cantava il mio nome. Purtroppo subito dopo Ibra segnò il 3-2 e perdemmo».
PERSONE DA RINGRAZIARE – «Come allenatore, Ciro Ferrara. Ai tempi dell’Atalanta giocavo poco e lui mi chiamava lo stesso nell’Under 21. Lo ripagavo segnando. Grazie a quei gol mi volle il Bologna e la mia storia cambiò»
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