Calcionews24
·5 aprile 2025
Torino, Vanoli in conferenza pre Verona: «Lazaro non ci sarà. Noi usciti dalla crisi grazie al lavoro, la reazione con la Lazio lo dimostra»

Calcionews24
·5 aprile 2025
Giornata di vigilia all’ombra della Mole. Domani pomeriggio – alle ore 15 in punto – andrà in scena Torino Verona, match valido per la giornata numero 31 del massimo campionato di Serie A. Lo sa bene Paolo Vanoli, che tra un allenamento e un altro alle 12e30 quest’oggi interverrà direttamente dalla sala conferenze dello Stadio Olimpico Grande Torino dinnanzi ai cronisti riuniti. Sentiamo quindi le dichiarazioni del mister varesino, reduce dal pareggio esterno contro la Lazio e più in generale da un ottimo girone di ritorno, raccolte Live da Calcionews24. Le parole:
Conferenza stampa Paolo Vanoli pre Torino Verona:
Buongiorno mister Vanoli, come sta la squadra?
«Lazaro non ci sarà, ha avuto un sovraccarico al polpaccio. Questa settimana lo abbiamo gestito, vediamo in prospettiva futura. Per il resto stiamo bene, la bella notizia è quella avere Zapata e Schuurs con noi al Filadelfia»
Ci sarà una grande cornice di pubblico per questo Torino Verona…
«Dobbiamo guardare una gara per volta, sono tutte finali e domani è una finale importante. Il pubblico lo sta sentendo, c’è unione tra squadra e pubblico, domani dovremo tirare fuori qualcosa in più, la nostra gente ci sta dimostrando affetto, dovremo spingere al 100%»
Che squadra è il Verona per mister Vanoli?
«E’ una squadra strutturata, fisica, ha un gioco diretto, dovremo essere bravi sui duelli, sono compatti, si difendono, sappiamo qual è il loro obiettivo, dovremo fare una partita attenta e avere pazienza. Sono una squadra capace di partire bene, le seconde palle saranno importanti»
Che emozioni ha provato nel rivedere Schuurs e Zapata al Filadelfia?
«Direi che è stato bello rivedere loro con noi, fanno sempre parte del Torino, sono giocatori importanti, per loro è importante rivedere il Fila…respirare l’aria del Fila con i compagni, ora con calma, senza mettere pressione a nessuno, la strada è lunga. C’è un processo da completare. Vederli con noi ogni giorno ci permette di sorridere e scherzare con loro»
Come ha fatto, Vanoli, a superare il momento difficile di inizio stagione? Su che tasto ha premuto?
«Sul lavoro. Questa è una mia prerogativa e varrà sempre. Io credo nel lavoro e nei sacrifici, se in allenamento non conosci la fatica non sai poi cosa significhi in partita. Penso che la reazione di Roma contro la Lazio lo dimostri. Ho difeso a spada tratta Karamoh, lo sapete quanto mi sono arrabbiato per due passaggi sbagliati contro l’Empoli, ma lui è stato un esempio nel nostro momento di difficoltà. Lo è stato allora, lo è stato anche contro la Lazio con quella palla per Biraghi.
Ma penso anche a Gineitis o a Dembelè. In un campionato basta poco per cambiare l’inerzia…è tutto un vantaggio per la squadra così come personale. Tonny (Sanabria, ndr) per noi è importante, è entrato bene. Io sono stato giocatore, non sempre è facile entrare e incidere, ma bisogna provarci!»
Ma mister Vanoli pensa già al futuro? Senza reali ambizioni di classifica hai spiegato quanto sia importante mostrare certe qualità in vista del prossimo anno…
«Non penso al futuro, il mio futuro è domani. Per me è una partita importante e il pubblico sta rispondendo in maniera super. Non c’è solo la classifica, ci sono le ambizioni personali e poi non bisogna tradire il pubblico. Le motivazioni ci sono sempre, non devo fare casting. Se sono finali c’è la possibilità di dimostrare il proprio valore. Questo vale per tutti, poi vedremo quale sarà»
Questa è la stagione più vincente e allo stesso tempo più difficile della tua carriera, ci fai un bilancio?
«Io penso che essere arrivati in questa situazione dopo aver passato un momento difficile resta un motivo di orgoglio…ma non solo per me, ma anche per i giocatori. Ogni annata fa esperienza, il brutto è che c’è qualche anno in più, tutto quello che ho fatto mi ha sempre regalato qualcosa di importante che non è solo il risultato. Non è solo merito dell’allenatore ma pure lo staff è molto importante. Ho imparato a tenere i piedi per terra, per fare tesoro delle esperienze»