Candela: “Mi auguro di vedere una Roma vincente. Ranieri tira fuori il 200%, Angelino mi piace moltissimo” | OneFootball

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·02 de abril de 2025

Candela: “Mi auguro di vedere una Roma vincente. Ranieri tira fuori il 200%, Angelino mi piace moltissimo”

Imagem do artigo:Candela: “Mi auguro di vedere una Roma vincente. Ranieri tira fuori il 200%, Angelino mi piace moltissimo”

L’ex calciatore della Roma, Vincent Candela, è stato l’ultimo protagonista del podcast  ufficiale del club giallorosso disponibile su YouTube. Il terzino francese, campione d’Italia con i giallorossi nel 2001, ha raccontato qualche aneddoto sulla sua esperienza a Roma, e ha espresso il parere sulla stagione attuale del club. Di seguito le sue dichiarazioni:

La Roma ti è rimasta dentro.


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“Non te lo so dire, è tutto naturale. Sono quasi trent’anni che vivo a Roma, le mie tre figlie sono nate a Trastevere, mia moglie è romana…è tutto naturale. Io sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente fin dal primo giorno, mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso. Ancora oggi mi viene normale tifare Roma”.

E’ come se non te ne fossi mai andato.

“Perché io sono istintivo, mi arrabbio su un cross sbagliato, mi alzo e mi dicono di abbassarmi perché sto sempre in piedi, sono fatto così. Ho fatto tutte le cose con passione, a volte ho sbagliato ma le ho fatte col cuore, mi viene naturale”.

Mai pensato di fare l’allenatore?

“Quello è un lavoro vero, un conto è un calciatore, quello non è un lavoro ma un piacere. L’allenatore ha tante responsabilità, a volte ci ho pensato, ma anche come quarto, quinto o ottavo (ride, ndr), col gruppo e con i giocatori ho grande empatia e mi sono trovato bene con tutti quelli con cui ho giocato e non ho giocato. Mai dire mai”.

Parere su Claudio Ranieri.

“Far uscire il 200% da ogni giocatore è la cosa più difficile, mister Ranieri come esperienza ha pochi che lo battono, non solo per l’età ma per tutte le squadre che ha allenato. Sta riportando la normalità, la Roma ha giocatori per per stare nella parte alta della classifica, sta facendo un lavoro perfetto finora”.

Livello della squadra.

“E’ una rosa competitiva, ha giocatori, ha campioni, ha esperienza, ha campioni del mondo, non è poco”.

Rapporto con Francesco Totti.

“Tutte le battaglie fatte in campo e in allenamento, per dieci anni abbiamo giocato insieme poi io ho smesso e lui ha continuato e per dieci anni non ci siamo più visti. La stima e il rapporto che ho e ho avuto con lui è perché si fida di me, è un bel rapporto di amicizia che va oltre trent’anni e mi fa piacere”.

L’inserimento nella Hall of Fame della Roma.

“E’ sempre importante, io vivo di emozioni e quando ti chiama la Roma per far parte dell’Hall of Fame…fai parte di una squadra che non è solo undici giocatori, ma ventidue con la società e i tifosi, l’ho sempre pensata così. Quando fai parte della Roma ed entri nella Hall of Fame è gratificante, una bella soddisfazione”.

Parere su Angelino.

“Appena l’ho visto ho notato che è uno che si prende rischi e mi piace, non è banale e corre anche più di me, non si ferma mai, corre veloce e verticalizza tanto, inizia a fare anche i gol. E’ un giocatore importante, poi sulla fascia quando si gioca a 5 fa avanti e indietro, non è facile oggi che fisicamente sono tutti fortissimi, è un giocatore che mi piace moltissimo”.

A che livello lo collochi rispetto ai top?

“Dimarco è bravo, Theo è un fenomeno ma il livello di Angelino si sta avvicinando al loro”.

Cafu e Maicon.

“Pendolino, una persona che ride sempre, è stato un campione del mondo ma ha avuto anche dei dolori nella sua vita. E’ sempre positivo, un grande campione e un grande uomo. Con Maicon non ho giocato insieme, solo qualche amichevole, parliamo di due dei terzini destri più forti della storia”.

Ricordo di Zeman, è un momento particolare per lui, un tuo pensiero.

“Non ho mai litigato con un allenatore quanto con lui, ero giovane e correre tutti i giorni, fare i gradoni tutti i giorni, non ero abituato a questo. Col tempo però ho capito che se non lavori senza pallone poi non rendi, questo mi è servito dopo con Capello, mi ha fatto capire anche questo. Sono cresciuto dai 5 anni ad oggi solo col pallone, non capivo perché correre senza. Zeman ha la sua metodologia, forse è sbagliata sulla fase difensiva, ma sono stati due anni belli e oggi ha i suoi problemi e gli sto vicino. Spero presto di abbracciarlo”.

E’ vero che tu e Francesco eravate sempre gli ultimi nelle ripetute?

“C’era pure Di Biagio, non eravamo da soli (ride, ndr). A me piace correre col pallone, per me stare in campo senza pallone era perdere tempo ma poi ho capito che serve. L’anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto alla mia squadra, per far capire che gruppo eravamo, l’ho fatta a Mangone, Rinaldi, Delvecchio, Di Francesco, Lupatelli, Nakata, Montella…Il gruppo è importante e questo ne è un esempio”.

Cosa ti auguri per questa Roma?

“Sono ormai 3-4 anni che lo stadio è sempre pieno, mi auguro di vedere la Roma vincere, non dico lo scudetto anche se basterebbe poco, bisogna essere preparati come squadra, società e i tifosi. Sarebbe giusto per la gente appassionata che c’è, ne parlo spesso con loro, non vivo della gloria del passato e sarei contento se la Roma rivincesse. Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent’anni…”.

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